Stuck in the (not) mom(ent)

Welcome to the land where unicorns don't fly


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Cose da non fare/1

Siccome siamo tutti bravi ad essere genitori quando non abbiamo figli, e siamo tutti bravi a dire come faremmo, e quindi ci sentiamo rispondere spesso “Vedremo cosa farai tu, quando avrai un figlio“, voglio mettere qui sopra, a imperitura memoria, le cose che io non voglio fare:

N. 1 – rinunciare alle vacanze lontano da casa perché ho un bambino piccolo (con questo non intendo dire che vado a fare trekking in Nepal, ma nemmeno a Marsa Alam – che già non mi piace adesso. Intendo dire che se voglio visitare la Germania, ci vado. Oppure resterò a casa, cosa che mi piace molto. Ma no a PietraLigureinagostoinappartamentoconlanonnaelombrellonelecremelegiostrineilcasino!)

Mi sento abbastanza ottimista, vi dirò, perché sono stata sempre cosciente dei miei limiti e dei miei desideri e la frase “Vedremo cosa farai tu!” mi è stata già rivolta quando sono andata a vivere da sola, quando mi sono fidanzata, quando ho convissuto e quando mi sono sposata. Niente da fare: non sono cambiata e non mi sono dovuta limitare, ho solo riorganizzato le cose. Non mi sono (fortunatamente) trasformata nel tipo di donna sposata che non mi piace. Vedremo cosa farò come mamma!


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Paure varie (presto: degli asciugamani e acqua bollente!)

Se facessi un elenco di tutte le paure che ho riguardo alla gravidanza, al parto e ai primi mesi di vita con neonato, non finirei più! Verrebbe un elenco lungo come quello delle paure di Mr. Monk, più o meno. Perciò mi limiterò alle principali (in ordine cronologico):

  1. Ingrassare come una balena, trovarmi le gambe così gonfie da non poter camminare, essere stitica per nove mesi, riempirmi di smagliature, capillari rotti e trovarmi con pancia e seno fino a terra (N.B.: questo scenario mi si presenta alla mente da quando avevo 20 anni e vi assicuro che non sono fissata sull’aspetto fisico, solo che conosco i limiti del mio corpo!)
  2. Avere mille disturbi in gravidanza, dal più lieve al più grave (ho letto troppi articoli in merito)
  3. Tutte le malattie possibili e immaginabili che potrebbero causare problemi al bambino, prima e dopo, nonché le complicazioni del parto
  4. Partorire dopo ore e ore di travaglio soffrendo le pene dell’inferno (colpa di tutti i racconti che mi sono sorbita in gioventù. Se poi ci mettiamo i film, c’è da desistere all’idea di avere un figlio. Avete presente le donne che urlano, tutte sudate, mentre gli altri portano asciugamani e fanno bollire l’acqua?)
  5. La depressione post-parto
  6. La vita sessuale post-parto (e da lì in avanti, col “terzo incomodo“)
  7. Le notti insonni
  8. L’allattamento che limita la libertà di circolazione (sono abituata ad andare e venire nella più totale libertà di orari: aiuto!)
  9. Lo svezzamento, le malattie, i dentini, ecc…
  10. Le malattie che tutti i bambini si prendono nei loro primi 10 anni di vita
  11. Le limitazioni che si hanno in materia di orari, luoghi in cui andare, persone da frequentare (ho il terrore di incontrare certi tipi di mamme in giro. Terrore puro!)

Potrei andare avanti fino ai 20 anni del pargolo, ma mi fermo ai primi anni, via. Io so che il mio problema è l’eccesso di informazione, nel senso che so tutto, troppo. So già cosa mi aspetta prima, durante e dopo. Sono troppo preparata agli aspetti negativi, perché sono quelli che di solito i neo-genitori sfogano sugli altri e, di contro, sono impreparata agli aspetti positivi di avere un figlio. Tutti i genitori di solito esordiscono con la lista nera e poi aggiungono delle eccezioni, ecco. Ti raccontano che non dormono, non escono, non riescono a fare la spesa, non riescono a fare sesso, sono ingrassati, non vanno più in vacanza però è tanto bello, però un sorriso ti ripaga, però vuoi mettere avere un bambino che ti guarda adorante?, eccetera…

Persone obiettive? Poche, decisamente. Anche nei blog mammeschi si oscilla dalle sdolcinatezze mielose di chi racconta con gioia anche la prima pupù dell’erede a chi invece si lamenta perché non può più andare tutti i sabati pomeriggio a fare shopping selvaggio con le amiche in centro. Ecco, io i contro li conosco bene. I pro mi sembrano un tantino enfatizzati, e poi io non sono il tipo di donna che è nata per fare esclusivamente la madre. Voglio essere una me stessa completa e semmai aggiungere la me stessa-mamma, non trasformarmicivisi.

Staremo a vedere.