Stuck in the (not) mom(ent)

Welcome to the land where unicorns don't fly


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Cose da non fare/2

Sono mesi che prendo in giro la mia vicina di casa, mamma di un bambino nato a marzo 2004, perché usa ancora il passeggino. O, almeno, lo tiene a portata di mano, visto che lo lascia 24/7 sul pianerottolo della scala comune.
Va be’, che dire? Poveretta, non avrà spazio in casa. Oppure non vorrà sporcare il suo sacro pavimento tirato a lustro con delle orribili ruote sporche di chissaché, perché poi il suo pargoletto (soprannominato diabolicamente Draculino da mio marito) potrebbe prendersi qualche malattia. E oggi, leggo questo articolo sul Corriere della Sera, articolo che mi conferma che la mammina del piano di sopra non è l’unica a comportarsi così.

Io mi ricordo benissimo che a 5 anni camminavo e filavo e andavo già in bicicletta senza rotelle. E non sono nemmeno mai stata una bambina precoce o spericolata, tutt’altro. Ero un’imbranata cronica, ma camminare e pedalare facevano parte delle attività naturali che un bambino di 5 anni doveva saper fare.

E perché adesso non si può più fare? Non mi tirate in ballo la comodità e il traffico, perché il traffico lo creiamo tutti, comprese (e anzi forse proprio) quelle mamme che vogliono essere comode e, per fare in fretta, prendono la macchina per fare 500 metri.
Meno macchine = più spazio per camminare.
Meno macchine = meno ciccia, perché i bambini di oggi sono più panzerotti dei bambini di 20 anni fa.
Meno macchine = meno pericolo per i bambini che possono andare a scuola in bicicletta o a piedi. Da soli.

Care mammine, invece di mandare i bimbi a baby-dance o a fare altre simpatiche attività motorie (alle quali li accompagnate obbligatoriamente in macchina), fateli camminare di più nel quotidiano! Vedrete che guadagno in termini di soldi e salute e inquinamento!

Io prometto e giuro solennemente sul mio Sacro Dizionario d’Inglese che mai e poi mai userò il passeggino per portare in giro un bambino dopo i 4 anni!


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Test di gravidanza

Anche concepire ha un costo! Io, per esempio, in questi tre mesi di strani sintomi e spotting premestruale (fenomeno inusuale che mi ha illusa), avrò fatto 4 o 5 test. Siccome al supermercato costano 8/9 euro, che mi sembrano uno sproposito, mi son data da fare per cercare qualcosa di più economico e ho trovato due siti, ovviamente stranieri.

Il primo è Drugstore.com che è utilissimo perché vende un po’ di tutto: medicinali, vitamine, prodotti per la cura personale e l’igiene della casa e, ovviamente, prodotti per la gravidanza e i bambini. E’ interessante perché c’è un’area dedicata ai prodotti ecologici e ai prodotti per vegani, quindi cruelty free. I test di gravidanza sono economici, ma vale la pena ordinare solo se si comprano diversi prodotti perché le spese di spedizione sono altissime.

Il secondo sito è Testforless, che vende test di gravidanza e test di ovulazione. Cercando un po’ in giro ho visto che è un sito affidabile, quindi val la pena di provare. I test sono molto economici e le spese di spedizione sono nulle. Non ho provato ma, se serve, lo farò.


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Sempre riguardo all’ignoranza

Mi sto convincendo sempre più di essere una mosca bianca, semplicemente perché so qualcosa riguardo a organi sessuali (femminili e maschili), concepimento, gravidanza e parto. Non è possibile! Non è possibile che ci siano così tante donne che non sanno davvero niente di niente! O le conosco tutte io?

Sabato sera una conoscente mi annuncia di essere incinta, test appena fatto. Sapendo che lei non desiderava figli per mille motivi, le chiedo se ha cambiato idea o se è stato un incidente di percorso. Mi risponde che stavano provando da circa tre anni. Prima osservazione: perché la gente che cerca un figlio, ma non ci riesce, si sente in dovere di pubblicizzare a tutti il fatto che non vuole figli? A me sembra una presa in giro. Nel periodo in cui non volevo ancora figli, dicevo tranquillamente che non avevo voglia di sobbarcarmi la fatica di una gravidanza e di un bambino da crescere. Molte donne con cui facevo questo discorso mi venivano dietro, dicendo la stessa cosa, salvo poi trovarle con il pancione qualche mese dopo. Se uno non vuole figli, i metodi sicuri ci sono. E il coito interrotto non è tra questi! Quindi i casi sono due: o queste persone si vergognano a dire che per il momento non riescono, oppure sono incoscienti. Ma poi non capisco perché andare in crisi e disperarsi quando il test è positivo: lo si sapeva, no, che c’era un certo rischio. Scopro sempre più coppie che usano il coito interrotto e, nonostante tutto, si stupiscono se rimangono incinte. E poi, è così difficile dire quello che si pensa veramente? Capisco che dire di star cercando un figlio possa dar fastidio perché c’è chi fa domande che urtano la sensibilità di una coppia che non riesce a concepire, ma perché esagerare e dire “Non ne vogliamo”, “Sono una rottura di scatole” e cose così? Ho sentito addirittura coppie dire che “Non ci piacciono i bambini“, frase secondo me aberrante perché siamo stati tutti bambini, no? Poi, le ritrovi col pancione. Va be’.

Seconda osservazione: la conoscente di cui sopra non sapeva quando era rimasta incinta. Allora io le dico che, indicativamente, i giorni fertili sono 5/6, da qualche giorno prima dell’ovulazione al giorno dopo. Cade dalle nuvole e mi chiede come si fa a sapere quand’è l’ovulazione. Le spiego quando e come avviene, i segni che l’accompagnano eccetera. Lei non lo sapeva. Da tre anni cerca di avere un figlio e non si è mai accorta che il suo muco cambia o di avere dei dolorini o qualche altro sintomo? Io mi ricordo che il fatto del muco l’avevo già capito da adolescente. Mi ero accorta benissimo che seguiva un andamento ciclico: secco-cremoso-liquido-secco, eccetera. Certo, non mi ero precipitata a leggere trattati ginecologici, ma insomma… le mutande le usiamo tutte, no? Quindi, la tizia di cui sopra non sapeva che ci fossero solo alcuni giorni fertili in un mese. Lei pensava che tutti i giorni fossero fertili, a parte quelli delle mestruazioni.

Terza osservazione: la neo-pregnant beveva vino a tavola. Le ho detto che forse è meglio che non beva, soprattutto all’inizio. Ovviamente non sapeva nemmeno quello. Cioè, lei pensava che non si dovessero bere superalcolici e basta. Ora: io non sono una talebana a questo riguardo perché penso che ci voglia il giusto senso della misura, ma bersi un vino forte nei primi giorni non mi sembra il caso. Senza contare che lei fuma e non ha smesso in previsione della gravidanza. Senza contare che si mangia cibi vietati senza nemmeno sapere se è immune alla toxoplasmosi, perché ovviamente non ha fatto gli esami preconcezionali in epoca recente. Senza contare che non ha un ginecologo di fiducia e, alla veneranda età di 36 anni, vuole aspettare quando è di due mesi a cercarne uno, perché tanto prima non si può vedere niente. E qui si ritorna al discorso della consapevolezza dei rischi: esami preconcezionali, acido folico, eventuale villocentesi o amniocentesi (vista l’età). No, lei aspetta ancora un mese ad andare da un medico e poi cascherà dalle nuvole quando lui le dirà che doveva prendere l’acido folico prima.

A questo punto uno dice: a me, chi me lo fa fare di evitare fumo e alcolici, di prendere l’acido folico e di non mangiare salame e gorgonzola, quando una come quella di cui sopra (di cui non sto a fare il quadro completo perché ci vorrebbe un’enciclopedia) rimane incinta così? Ci sono schiere di donne consapevoli che non riescono a concepire per anni e poi le incoscienti si ritrovano col pancione senza sapere come hanno fatto. Beata ignoranza!


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Va bene essere nerd, però…

Ieri ho trovato questo utilissimo sito che non solo permette di fare il grafico del proprio ciclo (cosa in realtà possibile anche con un semplice foglio Excel), ma ha anche un sacco di altre opzioni. Ci si registra e si inseriscono i dati: data delle mestruazioni, informazioni sul flusso, temperatura basale, osservazione del muco eccetera. Be’, io mi sono registrata, se non altro perché inserendo ogni giorno il dato della temperatura basale (che avevo iniziato a monitorare per scopi anticoncezionali), il grafico si aggiorna automaticamente e ho sott’occhio tutto l’andamento.

Ma, gli altri dati? Oltre alle cose di cui sopra, relative all’andamento del ciclo e utili per prevedere i giorni fertili, si può anche scendere nei dettagli e comunicare al mondo se si è avuta la diarrea, il mal di pancia, il mal di testa, quali medicine si sono prese, se si è bevuto, se il nostro seno era gonfio e poi, dulcis in fundo, se abbiamo avuto rapporti sessuali. Anzi, volendo proprio cercare di beccare i giorni giusti, il nostro sito ci dà l’indicazione di quando avere rapporti. E’ proprio scritto nero su bianco che, osservando il grafico e leggendo l’analisi, potremo programmare i nostri rapporti nei giorni più fertili.

Ora, non so voi, ma a me programmare i rapporti fa passare la voglia in anticipo. Non che non l’abbia fatto pure io in questi due mesi, ma è stato a causa di forza maggiore (cioè assenza del partner). Se ce l’ho a disposizione, diciamo che preferirei non farmi influenzare così tanto dai calcoli. Mi mette ansia, snatura tutto. L’amore ai tempi del computer? No, grazie. Spengo tutto e vado di là.

Intanto, voi quanto tempo ci avete messo a concepire?


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L’ignoranza delle donne

Rimango ogni volta stupita dell’ignoranza delle donne in materia di riproduzione e ciclo mestruale. Donne che hanno studiato, donne moderne, che magari hanno usato la pillola e che vanno dal ginecologo tutti gli anni, sono però ignoranti quando si parla di ciclo e di gravidanza. Davvero non riesco a capire: come si può non sapere cose che ci riguardano così da vicino?
Posso ammettere l’ignoranza in una che è assolutamente convinta che non vuole figli, e quindi disinteressata agli esami preconcezionali e ai discorsi delle donne incinte, o delle mamme (anche se, insomma, io ascolto anche cose che non mi interessano e me le ricordo).
Ma se una donna vuole dei figli, come è possibile che non sappia che bisogna fare gli esami del sangue prima di iniziare a concepire? Come è possibile che non sappia niente di acido folico, epidurale, giorni fecondi, muco, amniocentesi, villocentesi?
Io fino a 30 anni non volevo figli, ma queste cose le sapevo tutte. O perché capita a tutti di leggere “Donna Moderna” o anche “Cosmopolitan” una volta nella vita. O perché sfogliavo le riviste dal ginecologo, ma soprattutto perché ho avuto parenti ed amiche incinte e da loro ho scoperto, anni e anni fa, che bisogna prendere l’acido folico prima del concepimento, che cos’è l’amniocentesi, che cos’è la villocentesi, eccetera. Magari non mi sapevano spiegare tutto nei dettagli, ma ero io che andavo a cercare informazioni perché ero curiosa.
C’è internet. Io direi che, ad oggi, dovrebbero saperlo tutti che non è che a 35 anni la donna “scade” e deve fare l’amniocentesi, ma il processo è graduale ed è stato scelto il 35° anno per mettere un confine, perché dai 35 in poi i rischi aumentano molto di più.
Ma non è che una di 33 o 34 anni è tranquilla e a lei non serve l’amniocentesi! Mi sembra talmente logico. E’ chiaro che se una non è ansiosa e si accontenta dei dati statistici dei bi/tri-test, fa benissimo a non fare esami invasivi. Ma a me pare che molte donne siano incoscienti di questa cosa e pensino che, siccome non hanno ancora 35 anni, sono al sicuro. E questo lo deduco dai discorsi che fanno quelle che conosco e che hanno concepito prima dei 35.
Altra cosa che io so da anni è che, con amniocentesi e villocentesi, viene fatta la stampa della mappa cromosomica e quindi si sa con assoluta certezza se il bambino è maschio o femmina. Eppure, l’altro giorno, parlando con una trentanovenne (sposata e in cerca del primo figlio), mi sento dire che lei non lo sapeva che con l’amniocentesi ti dicono il sesso.
Ma io dico, è così difficile informarsi? Perché non hai questa curiosità? Se tu hai già quasi quarant’anni e vuoi un figlio, possibile che non leggi cos’è ‘sta benedetta amniocentesi, su internet (dove trovi anche le foto e le spiegazioni di cosa evidenzia), sui giornali o semplicemente non chiedi al tuo ginecologo? Possibile che nessuna tua amica o collega ti abbia mai detto di averla fatta? A me sembra una cosa risaputa che amnio e villocentesi diano la stampa dei cromosomi! E poi basta cercare in internet per vedere un esempio di risultato.
Come si fa, nel 2010, ad essere ancora così ignoranti?