Stuck in the (not) mom(ent)

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Decalogo per una maternità serena

L’ASM (Associazione Italiana per lo Studio delle Malformazioni), di cui sono sostenitrice, mi ha mandato un utilissimo decalogo con le “10 cose da fare per una maternità serena”. Il libriccino è utile perché spiega in dettaglio tutti i punti e, anche se sono cose che già so, mi serve da “bigino” per avere dei chiarimenti rapidi.

Per riassumere, pubblico intanto il decalogo in breve:

  1. Chiedi quali sono i rischi per il tuo bambino in caso tu abbia avuto aborti, gravidanze difficili, malattie o se hai handicap in famiglia;
  2. Accertati se sei protetta dalle malattie pericolose per il nascituro;
  3. Cura la tua alimentazione, adegua la dieta garantendo l’apporto di vitamine e acido folico;
  4. Evita il fumo, un eccesso di bevande alcoliche, le droghe. Evita le radiografie se sospetti di essere incinta e all’inizio della gravidanza;
  5. Assumi farmaci solo su precisa indicazione medica. Se hai malattie croniche, fai adeguare la terapia in funzione della gravidanza;
  6. Informati sulle procedure non invasive che valutano in modo personalizzato il rischio di anomalie cromosomiche del bambino;
  7. Valuta la possibilità di eseguire alcune procedure invasive di diagnosi prenatale, tenendo conto del rischio;
  8. Fai un’ecografia completa a 19-23 settimane: questa ecografia può identificare almeno il 50% di malformazioni;
  9. Sappi che è possibile curare una malformazione ancora in utero, oppure dopo la nascita in centri specializzati dove programmare il parto;
  10. Considera che alcune malformazioni, non diagnosticate in utero, possono essere individuate con esami del sangue o altri esami sul bambino appena nato.


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La caramella, no!

Prendo spunto da un post letto su un altro blog per parlare dei premi dati ai bambini se fanno i bravi. L’autrice del post si è indispettita perché ha scoperto che alla scuola privata in cui manda suo figlio danno le caramelle come premio a chi fa particolarmente il bravo. Molte mamme hanno commentato scandalizzate per il fatto che all’asilo si permettano di dare le caramelle ai bambini “manco fossero cani ammaestrati”. E poi, la caramella! Questo diabolico alimento che causa la carie! Insomma: tutte contro la caramella come premio.

D’altro canto, le stesse mamme commentano che è una lotta quotidiana contro merendine, dolcetti, televisione e giochi elettronici. Che già i bambini mangiano troppe schifezze. Allora mi chiedo: che male farà una caramella ogni tanto? Chi dà le “schifezze” da mangiare a questi bambini? Non sono gli stessi genitori, scusate? E allora cosa c’è da lamentarsi per una caramella?

Se poi parliamo di premi, a me sembra più grave dare premi costosi come cellulari, motorini, giochi elettronici e così via, piuttosto che una banale caramella. Vorrei sapere se queste mamme così attente non dicono mai, ai loro figli, la fatidica frase “Se fai il bravo/mangi la verdura/altra condizione ti compro il gelato/il Gormito/la playstation/altra cosa“. Io non ci credo. Non ci credo perché vedo le mamme intorno a me e tutte sono mediamente critiche verso i comportamenti degli altri (nonni, zii, insegnanti, altre mamme), ma poi fanno le stesse cose. Vedo mamme al supermercato che cedono agli ovetti Kinder e altre porcherie, mia mamma che dava il cioccolato o le caramelle ai bambini se finivano tutto quello che avevano nel piatto (a volte questi ricatti servono a uno scopo più alto!), mia sorella che compra i Gormiti come premio, la mia amica A. che ha una figlia tele-dipendente, Nintendo-dipendente, cellularizzata e super-accessoriata (ma a parole dice tutt’altro). Mamme che, come A., criticano le nonne che danno la merendina e poi rimpinzano i loro figli di Coca-cola e gelato e se li ritrovano sovrappeso. Mamme che, come la mia vicina T., tengono il loro bimbo al riparo dai pericoli e dalla sporcizia del mondo e poi, a 16 anni, se lo ritrovano teppista, egoista che vuole tutto per sè e che in casa ci mette piede solo per mangiare.

Ma dico, ma queste mamme anticaramella, dove vivono? Vivono a Pleasantville, dove sono tutti come loro, o hanno gli occhi per vedere anche gli altri?

Perché io, che sono contro le porcherie a tavola, contro i regali inutili e contro la TV, mi accorgo benissimo che gli altri sono diversi da me e non credo di poter fare ogni giorno una guerra contro di loro. Secondo me sono necessarie due cose: da un lato un po’ di flessibilità nel capire che se gli altri si comportano diversamente non lo fanno in malafede (quindi possiamo pure sforzarci di accettarli); dall’altro la coerenza di non comportarsi come chi si critica, cosa che noto in ben pochi genitori.