Stuck in the (not) mom(ent)

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Matilde non c’è

Matilde è il nome che ho deciso per mia figlia circa vent’anni fa. Non sapevo chi sarebbe stato suo padre, ma il nome da darle l’avevo ben chiaro. Mi piaceva il significato, mi piaceva il suono, mi piaceva il fatto che ci fosse una “tilde” all’interno. Matilde. Matilde sarebbe stata una ragazza libera, l’avrei portata in giro e l’avrei lasciata andare per il mondo. Matilde avrebbe imparato a bastare a se stessa, non l’avrei condizionata – come hanno fatto con me – ad avere amici o fidanzati, perché le cose arrivano quando devono arrivare e secondo i tempi di ognuno. Matilde probabilmente avrebbe amato la scienza, avrebbe studiato qualche bella materia di quelle che piacciono a me ma per cui non sono portata e avrebbe vissuto all’estero. Mi sarebbe dispiaciuto vederla andare via, ma meglio che qui, in questo paese maschilista e immobile. Matilde sarebbe stata la me che non è stata. Non le avrei tarpato le ali.

Ma magari Matilde sarebbe stata tutt’altro. Magari a Matilde sarebbe piaciuto stare qui nella provincia addormentata, avrebbe trovato un lavoro a pochi passi da casa e un fidanzato indigeno. Magari Matilde, a differenza di sua madre, avrebbe fatto figli a 25 anni. Chi lo sa.

Di sicuro avrei sbagliato in qualche modo. Di sicuro nel non volerla influenzare e nel non volerla trattenere l’avrei probabilmente spinta verso la direzione opposta, verso l’andare, facendo lo stesso errore che i miei genitori hanno fatto nello spingermi a restare. Si sbaglia sempre. Difficilmente si riesce ad essere neutrali verso le scelte dei propri figli, no? E anche chi non si esprime, chi non dà consigli più o meno severi, chi non impone, in realtà sta facendo una scelta. In realtà lascia il figlio libero di prendere certe strade che magari, a priori, sa che sono sbagliate. E allora perché non evitarglielo?

Ma intanto Matilde non c’è. Matilde non va a nuoto, Matilde non va in bicicletta, Matilde non studia matematica, non mangia la torta di compleanno. Non esiste, e non esisterà mai. E non esisterà mai non soltanto perché non è nata, ma anche perché il suo nome si è svuotato. A furia di ripetermelo negli anni e a furia di vederlo tornare di moda negli ultimi tempi, non mi piace più. Troppe Matildi sono nate ormai. Troppe volte ho sentito questo nome, così come le Giulie degli anni ’90, e le Martine, e le Sofie. C’è bisogno di una Matilde in più?

No, Matilde non c’è e non ci sarà mai. Se mai arriverà, si chiamerà Laura.