Stuck in the (not) mom(ent)

Welcome to the land where unicorns don't fly


Lascia un commento

L’invidia per le mamme di successo

All’inizio della storia, nel 2009 e anche prima, leggevo alcuni blog scritti da donne. Blog anche per mamme, sebbene non fossero totalmente concentrati su quello (i blog solo per mamme non mi sono mai piaciuti). Poi ho smesso. Ho smesso perché presa dai miei problemi, ho smesso perché non mi sentivo d’avere più niente in comune con le autrici, ho smesso perché avevo da fare e non volevo più perdere tempo su internet. Li ho persi di vista. E ieri, per caso, per puro caso, sono andata a finire su uno di questi blog. Così ho rifatto un giro anche sugli altri, e mi è venuta l’invidia. L’invidia, sì. Per quelle che ce l’hanno fatta. Per quelle che si sono ritagliate un piccolo spazio, che hanno avuto successo. Per quelle che son partite da un blog e poi si sono trasferite all’estero, hanno scritto libri, fanno pubblicità, parlano ai saloni del libro, lavorano sui giornali, pubblicano le loro foto, fanno le giornaliste free-lance e, tanto per non sbagliarsi, riescono pure a sfornare un altro pargolo dopo i 40. Perché si sa, le cose belle arrivano quando si smette di aspettarle.

Sì, ma a chi arrivano, dico io?

Io sono qui, stuck in the moment, nonostante tutto il daffare che mi dò. Che non sarà abbastanza, magari, se lo racconto a quelle di successo. Oppure magari è perché non sono abbastanza positiva, come si dice sempre. Oppure è perché ci penso troppo (al successo nel mio campo, eh, non al fatto di avere un figlio). Oppure perché non mi so pubblicizzare. Oppure perché “bisogna essere nel posto giusto al momento giusto”. Insomma, la solita raccolta di luoghi comuni. Il “fattore culo”, invece, non menzionato.


Lascia un commento

Lettera a mio figlio

Vorrei raccontarti tante cose di quello che abbiamo fatto insieme e faremo insieme, a cominciare da quando eri un invisibile grumo di cellule dentro di me. Io e te siamo saliti su un aereo, abbiamo guardato il verde dall’alto, abbiamo camminato per città e cimiteri pieni di alberi, siamo stati in biblioteche, e poi al ristorante messicano. Io e te abbiamo camminato nella nebbia in campagna, abbiamo visto la nostra gatta guarire da un male misterioso, abbiamo passeggiato per chilometri lungo il mare e sulla spiaggia. Sei stato con me in pineta a fotografare le stelle, hai respirato il profumo del cisto marino, hai visto le cose attraverso i miei occhi. Se tu fossi qui con me ti farei sentire il profumo della pelliccia delle nostre gatte. Passeremmo tante sere sul divano, ascoltando la musica tutti insieme e ballando. E poi ti porterei, ti porterei con me. Nella natura, nel verde, negli alberi, col profumo dell’autunno e dell’inverno e della primavera e dell’estate. Coi colori della terra e dell’acqua. Con le lepri e gli insetti e gli uccelli e il cielo sopra di noi. Ti insegnerei ad amare i libri, le piccole cose. I frutti della terra, la solitudine, il cibo. Le cose strane che ho visto in giro per il mondo quando tu non c’eri. Ti farei vedere le cose essenziali e importanti, via dalla folla, via dal consumismo, in piccoli paesi sperduti e silenziosi. Ti porterei in giro per il mondo per sentire altri suoni, altre lingue. Ti trasmetterei la passione per tutto ciò che è vecchio e per la sua storia, per i libri con le pagine ingiallite e dediche di sconosciuti, per le case abbandonate, le città deserte. Giocherei con te a cucinare, a pasticciare, nel giardino. Ti spiegherei la matematica, imparerei con te tante cose, di nuovo, come se per me fosse la prima volta. Rivivrei con te. Se tu fossi qui.


Lascia un commento

Iniziamo bene l’anno

Ed eccomi ancora qui. Era più di un anno che non rimanevo incinta (ultima test positivo a novembre 2012) e ci avevo ormai messo la classica pietra sopra. Più o meno. Più o meno perché comunque non uso anticoncezionali e un figlio lo vorrei sempre. Ma ormai…
E invece settimana scorsa non mi sono arrivate le mestruazioni. E io ho saputo. Ho saputo di essere incinta. Perché io lo so sempre. Lo so sempre quando sono incinta e lo so sempre quando abortisco. Non sbaglio mai.
Non ho fatto il test, ho deciso di godermi la cosa finché durava. Ho deciso di concentrarmi sulle cose positive che stanno capitando in questo momento, sulle belle persone che ho conosciuto, sulle belle cose che sto facendo, sui lavori che vengono apprezzati, sulle prospettive future che sembrano promettere abbastanza bene. Sono felice. In questi giorni sono felice. E sento i sintomi della gravidanza, il seno molto teso e pesante e delle contrazioni uterine, come dei tremolii.
Poi stamattina, un po’ di nausea. Giusto per farmi illudere un po’.
Ma io resisto, niente test e niente appuntamenti dal ginecologo.
E poi ecco qui… oggi pomeriggio una macchia di sangue rosso. Rosso rosso. Rosso vivo, come dicono i dottori. No, non è sangue vecchio. No, non è marrone. No, non è una venuzza rotta (a meno che non sia la safena!). No, non è una perdita da impianto (e quando mai!). E’ sangue. E di solito, negli ultimi tre aborti, è capitato così: una macchiolina di sangue dopo essere andati in bagno, e via a sperare che forse è stato solo un capillare rotto. Poi il giorno dopo, un po’ di più. Poi il terzo giorno, sangue bello vivo, mestruazioni e assorbente. Fine della storia.
Questa volta ho battuto ogni record: 4 settimane e 6 giorni, nemmeno 5. Sempre più corte, le mie gravidanze.
E, per la cronaca, sono andata a comprarmi un test. Perché io non li tengo in casa, non sono una maniaca che ne usa uno tutti i mesi. Tanto lo so se sono incinta. Però volevo la conferma: ci ho azzeccato io oppure era solo un ritardo? No, ci ho azzeccato io. Sono incinta, anche se non lo sono più. Il test è qui, positivo, con la decima urina della giornata, due gocce per la verità. Gli ormoni sono in circolo. Ma è già finita, nemmeno il tempo di illudersi.


Lascia un commento

Yet another pregnancy announcement

Every time I loose a pregnancy there are a lot of friends/acquaintances getting pregnant without an issue, obviously. Some of them with ooops! babies, even!
Sometimes I get to think that I hope some of them have a miscarriage in order to have someone who understands me IRL. Not that I am really hoping this: rationally I would never do that to anyone. And I am not wishing anyone bad luck, but I feel so lonely in my experience, I feel like I am the only one having a lot of miscarriages, without any issue known to the medical science, except for my age. And yet, I am surrounded by a lot of people my age who become pregnant, and tell stories about not expecting it, that it was a surprise, that they went fort their first u/s and there was a big embryo with a strong heartbeat, and that they like this name and that, and that they plan to do this and that with the baby…  And I am the pity case, the one who has bad luck again and again and again.  Would it be better if no one knew about my history? Maybe, I don’t know, but I would not be myself completely if I did not share my TTC history with anybody.
I stopped telling TTC women that it is important to take your folic acid daily. Many people have this behavior: that if you (with a history of fails) give them some advice like “take your folic acid” or “don’t drink” they look at you like you are joking and some even reply “Well, if it has to go well it will go well. In your case folic acid did not help”. And, unfortunately, it is true, even if it is totally unrelated and you can’t make them understand that.
Yesterday a friend of mine came to visit and announced her pregnancy. She did not know how to say that to me. She knows my history and did not want to hurt my feelings. She wanted this baby since 2010, but she was not actively TTC because she does not live with her BF and they have issues with their jobs. And yet, she was not preventing. She had issues in the past and thought she was menopausal, even if she is 35. Well, she went on vacation and came back pregnant. Did not know anything about folic acid. Did not know she could see an heartbeat at 6w. She went for her first appointment to the gyn and she was surprised to have an u/s scan and to actually see the embryo and hear the heartbeat.
I sincerely hope for the best for her, since I love her, but I cannot stop thinking about the feeling you could have while you are laying on the gyn chair and you see your baby and hear its hb. I imagine the feeling she had. I try to imagine myself in that situation, that has never happened, and I know from the depths of my soul that I will never feel that joy.
And that is too much, today.